Guido Petter - 'Una giornata particolare'

SONO UNA PIETRA D’INCIAMPO

Sono una pietra d’inciampo.
Camminando per strada potresti vedermi, sembro d’oro ma non lo sono; resto preziosa, per conservare un ricordo, un grido, un lamento, un rumore, un volto, un’immagine, una vita morta.
Sono un’onda del ricordo nel mare dell’oblio.
Sono la calma di un fruscio di vento che diffonde il profumo delle stagioni morte.
Sono la radice di un legno antico dove trova rifugio un canto di uccelli intenso.
Sono autunno, sono primavera, sono una notte quieta.
Sono la pietra che porta incisa una cicatrice.
Posso essere offuscata ma non dimenticata, sono un tesoro del futuro, una ferita del passato, una traccia di quello che è successo, per far sì che tutto ciò non accada più.
Se mi vedi per strada non calpestarmi
ma leggimi:
scoprirai chi sono stato,
dove ho abitato,
dove mi hanno mandato,
dove mi hanno costretto a morire senza riuscire a uccidermi.
Se mi vedi per strada, pensa a chi sono stato e a chi potrebbe esserlo di nuovo.
Se mi ignori rischi di inciampare negli errori del passato.

KRISHAN KANT BHATI (CLASSE TERZA E)
Istituto di Istruzione Superiore “Leonardo da Vinci, Fiumicino (Roma)

Germignaga, concluso con soddisfazione il corso di aggiornamento di storia promosso dall’ Anpi

continua a leggere “Dalla tragedia della deportazione e dello sterminio alla tormentata stagione della Prima Repubblica”: quattro le-zioni presso La Bislonga di Germignaga che hanno permesso di conoscere meglio un periodo fondamentale della nostra storia recente. Si è concluso con l’incontro di sabato 20 novembre il corso di aggiornamento di storia promosso da Anpi Comita-to Provinciale di Varese e Sezione di Luino in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale. Quattro lezioni a cadenza settimanale che hanno permesso ai partecipanti, in buona parte docenti, di approfondire le loro cono-scenze sul periodo del secondo dopoguerra. Presso l’incantevole sede de La Bislonga (Ex Colonia Elioterapica) di Germignaga si sono avvicendati i professori Andrea Bienati, Antonio Maria Orecchia e Renata Ballerio per svilup-pare la tematica del corso, intitolato “Dalla tragedia della deportazione e dello sterminio alla tormentata stagio-ne della Prima Repubblica”. Lezione di apertura del 30 ottobre affidata al professor Bienati. Con le sue competenze di sociologo e docente di “Storia e didattica della Shoah, delle Deportazioni e dei Crimini contro l’Umanità”, ha analizzato le politiche dell’Asse con particolare attenzione ai «meccanismi di normalizzazione del male», evidenziando gli aspetti pecu-liari della propaganda nazista: l’importanza delle parole scelte, la creazione del «nemico interno» ebraico e il pas-saggio ex lege dalle parole ai fatti («dall’inchiostro delle leggi al sangue delle vittime»). Nelle due lezioni successive (6 e 13 novembre), il professor Orecchia, ricercatore e docente di “Storie del XX seco-lo” e “Storia dell’Italia contemporanea”, ha raccontato l’Italia degli anni Sessanta e Settanta. Nel primo interven-to ha tracciato i profondi mutamenti della società nel corso dei due decenni; nel secondo, ha analizzato in che modo la politica abbia tentato di stare al passo – spesso non riuscendovi – con tali cambiamenti, ricostruendo le circostanze del passaggio dal centrismo al centro-sinistra, la nascita dei movimenti extraparlamentari, il Terrori-smo Rosso e il Terrorismo Nero. Lezione conclusiva per la professoressa Ballerio: docente di Lettere, ha scelto di presentare gli anni Sessanta da un punto di vista diverso – come lei stessa ha sottolineato – da quello dello storico. Volutamente provocatoria, e ovviamente priva di un’unica risposta, la domanda che ha fatto da filo conduttore alla lezione: «1960-1969: for-midabili quegli anni?». Attraverso i numerosi esempi e suggestioni presentati, sono emerse tutte le ambivalenze di quel periodo e le varie anime che avrebbero poi dato vita al movimento del Sessantotto. Notevole l’interesse suscitato nei partecipanti. Pienamente raggiunto l’obiettivo del corso, sottolineato nei loro interventi di presentazione dalla presidente di Anpi Varese Ester Maria De Tomasi e dal segretario provinciale Amerigo Cavalli: dare spazio a questa così importante parte della nostra storia, che ci riguarda da vicino e inevita-bilmente si ripercuote anche sul nostro presente; soprattutto di fronte alla triste constatazione di come questo periodo, pur essendo formalmente presente nelle Indicazioni Ministeriali, sia molto spesso solo accennato o addi-rittura trascurato nei quinti anni delle scuole superiori.
Roberto Piazza

L’ANPI PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

continua a leggere Rifrendosi all’articolo 3 della nostra Costituzione che recita così: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, la presidente provinciale ANPI, Ester De Tomasi, in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebrerà Giovedì, 25 novembre ha detto: «Questo articolo rappresenta uno dei cardini dell’intera Costituzione, della quale offre come chiave di lettura il principio di uguaglianza e di non discriminazione. «Sono trascorsi settantatré anni da quell'importante riconoscimento alle donne, eppure le notizie che sentiamo dai telegiornali di questi giorni, parlano di donne uccise anche insieme ai propri figli, dalle mani dei fidanzati, mariti, compagni, ma anche dagli stessi padri. Ciò che ci spaventa è soprattutto la scarsa reattività sociale ed è proprio la debolezza delle reazioni che accompagna accadimenti di tale natura, quasi fosse la normalità, che conferma la necessità di una costante vigilanza da parte di tutti e in particolare anche nostra, in questa piccola parte di mondo in cui viviamo. I valori, scritti e ripetuti sulla nostra carta costituzionale, devono essere difesi e applicati ogni giorno. L’appello è stato lanciato Sabato, 20 novembre all’ex colonia eliterapica di Germignga al terine del corso di aggiornamento di storia organizzato dall’Anpi provinciale insieme alla sezione Anpi di Luino e all’Ufficio Scolastico Provinciale di Varese. De Tomasi,inoltre, attraverso un articolato excursus storico, ha ricordato la lotta Resistenza delle donne, fenomeno conosciuto, ma sottovalutato, a dispetto dei numeri che lo descrivono. Si calcola, infatti, che le donne direttamente coinvolte nella guerra di liberazione furono circa 100.000, le donne partigiane combattenti furono circa 35 mila, e circa 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della Donna, (mia madre era una di loro), 4.653 furono arrestate, subirono efferate torture o condannate, 2.750 vennero deportate, 2812 subirono la fucilazione o l'impiccagione, 1070 caddero in combattimento. Alle donne furono assegnate 19 medaglie d’oro al valore militare, di cui 15 alla memoria. «Oggi – ha aggiunto la presidenet De Tomasi - la maggior parte di loro è stata dimenticata, finita la guerra sono ritornate nelle loro case, hanno ripreso i lavori domestici, scegliendo di rimanere nell'anonimato. Ricordo che in occasione della consegna delle medaglie della liberazione, in qualche casa dove sia marito che moglie erano partigiani, il maschio sentenziava: ne basta una sola di medaglia in famiglia. Oggi voglio proprio ricordare l'importante ruolo delle donne nella Resistenza, che formarono una rete di solidarietà tra il popolo, per portare aiuto ai partigiani sulle montagne. Alcune addirittura furono combattenti. Le staffette, le mamme e le nonne, diedero asilo e sfamarono i partigiani rischiando la loro stessa vita, (encomiabile esempio proprio a Luino è Rosetta Garibaldi) e se oggi siamo qui e possiamo testardamente ricordare e parlare di quegli anni terribili, lo dobbiamo anche a loro Vorrei ricordare che solo dal 10 marzo 1946 le donne poterono partecipare alle elezioni amministrative e solo dal 2 giugno 1946 parteciparono alle elezioni politiche. Successivamente, nel 1948, l'articolo 3 della costituzione garantirà alle donne pari diritti e pari dignità in ogni campo sociale».


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Ultimo inserimento

3° MEMORIAL COMM. REMO PASSERA Bedero Valtravaglia 15 novembre 2019
All’Alpe di San Michele il 14 novembre 1943. di Francesca Bolbrini










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Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.

Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perchè lì è nata la nostra Costituzione.

Piero Calamandrei

 

UTA WAGNER

Nel pomeriggio di Mercoledì, 20 Ottobre 2021, UTA WAGNER è uscita definitivamente di scena. Faceva parte del direttivo ANPI di Luino ed era stata candidata come capolista di Sinistra alternativa alle recenti elezioni comunali di Varese.

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Attrice di teatro, era nata a Monaco di Baviera 87 anni fa. Aveva però vissuto a Bruxelles e a Vienna e, da una decina di anni, si era stabilita a Colmegna nella casa fatta costruire dal padre negli anni '60. Ha trascorso una vita intera a girare per i teatri del vecchio continente per far conoscere l'opera di Bertolt Brecht ed è diventata marxista dopo aver conosciuto il marito, un belga che aveva militato nella Resistenza durante l'occupazione nazista. Avrebbe voluto continuare a diffondere i suoi ideali di giustizia sociale ed a testimoniare gli orrori generati dal nazifascismo, ma ha dovuto arrendersi di fronte alle difficoltà di una salute divenuta sempre più precaria col passare degli anni. La ricorderemo per il suo spirito combattivo contro le ingiustizie della nostra società


Ricordando Aurelio Personeni, 1939-2021


Anteprima del filmato
"Ricordo di Guido Petter"


Intervista a Renzo Galli


Ricordo di Somaini

UN ALTRO EROE DEL SAN MARTINO SE N'E' ANDATO PER SEMPRE

Cari compagni del comitato provinciale, ci ha lasciato Giuseppe Pietro Somaini, giovanissimo partigiano del San Martino: nato il 17-2-1929, era lassù il 12-11-1943. A lui un grande abbraccio. Eccolo nella foto allegata, con i suoi compagni partigiani del San Martino proprio davanti al Sacrario. Pietro è il terzo da destra con gli occhiali. Domani 2 novembre alle 10 e 30 il funerale nella chiesa parrocchiale di Capolago in via del Gaggio 2. Un caro saluto
Ester Maria De Tomasi

Ricordo di Danilo Filius

Danilo Filius e il vicesindaco Luisa Marusca Baretto il 3 ottobre 2015 durante la presentazione a Porto Valtravaglia del libro 'Voci della seconda guerra mondiale

Il giovane Danilo Filius

Cari amici

vi devo purtroppo annunciare con grande dolore la notizia della morte del più anziano partigiano della zona, DANILO FILIUS di Porto Valtravaglia, che ha raggiunto comuque la veneranda età di 97 anni. E' stato un valoroso combattente sulle alture intorno al Mottarone, a fianco dei fratelli Caravelli, col nome di battaglia di Bob. Il 24 aprile 1945, Bob fu uno dei primi ad entrare in Milano, seduto sull'autoblindo di Cino Moscatelli, commissario politico del raggruppamento delle divisioni garibaldine della Valsesia-Ossola-Cusio-Verbano. La sua storia è pubblicata sul libro edito dall'ANPI di LUINO "VOCI DALLA SECONDA GUERRA MONDIALE". I suoi funerali si terranno, domani, Lunedì, 30 aprile, alle ore 14,45 presso la chiesa parrocchiale di Domo Valtravaglia. Invito tutti a parteciparvi per rendere omaggio alla memoria di questo grande partigiano, che abbiamo incontrato fortunatamente l'estate scorsa, insieme con il sindaco di Porto Valtravaglia e la Presidente Provinciale
Ester De Tomasi.